L’alcol in cucina…che fine fa?

https://www.martinaguida.it/2021/07/14/lalcol-in-cucina-che-fine-fa/

La scienza ci viene in aiuto per capirne un po’ di più:

Sappiamo infatti che l’alcol etilico puro ha un punto di ebollizione di 78°, inferiore a quello dell’acqua.

Ingenuamente si potrà quindi pensare: ” beh ma sfumando la carne o il risotto con del vino, se questo evapora, andrà tutto via e quindi chissene”

In realtà il processo è più complesso.

Secondo alcuni studi condotti e riportati in un brillante articolo del mitico Dario Bressanini

( di cui lascerò il link giù in biblio), difficilmente l’alcol utilizzato in cucina evaporerà completamente.

E se non evapora,dove va?

cosa comporterà?

Ci sono alcune considerazioni da fare,

In primis:

Apporto calorico: se si sta seguendo un percorso dietetico volto alla perdita di peso, ma non si considerano le calorie “extra”, molto probabilmente si potrà rimanere delusi non vedendo il peso scendere.

Eventuale terapia farmacologica : l’alcol interagisce con il metabolismo di alcuni farmaci.

Eventuale presenza di patologie come Steatosi Epatica di natura alcolica

-Incapacità di metabolizzare l’alcol e conseguente difficoltà nella digestione e smaltimento : vi sono persone che hanno una ridotta funzionalità dell’enzima Alcol Deidrogenasi (enzima di cui il nostro corpo produce ben 9 diverse isoforme) e che è deputato al metabolismo dell’alcol. Nota bene: l’alcol è una molecola tossica per il nostro organismo, motivo per cui è necessario che L’alcol deidrogenasi vada a convertirlo in acido acetico, una sostanza normale che viene poi degradata del Ciclo di Krebs.

– Scelte etiche o scelte personali

Conclusioni:

La velocità di evaporazione dell’alcol dipende non solo dal tempo di cottura e dalla temperatura ma anche da altri fattori

la dimensione della padella

la presenza di altri ingredienti nella preparazione delle ricette che possono andare a ridurre la velocità di evaporazione e conseguente scomparsa di alcol, andando ad assorbirlo in quantità maggiore (facciamo l’esempio del pane).

Ergo… questo non vuole essere un articolo pronto a demonizzare l’impiego di alcol in cucina, ma semplicemente ad aumentare la consapevolezza: conoscendo meglio ciò che si fa, si potranno anche poi fare altre scelte: ad esempio ridurre la frequenza di consumo di alcolici in cucina, laddove questa fosse una pratica consolidata.

Alla prossima pillola di consapevolezza.

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Bibliografia:

Alcol deidrogenasi (pianetachimica.it)

Cucinare con l’alcol – Scienza in cucina – Blog – Le Scienze (repubblica.it)

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Martina Guida

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Dott.ssa Martina Guida

Biologa Nutrizionista
Il nutrizionista è come un insegnante che cerca di fornire le conoscenze agli alunni affinché poi vadano avanti soli, al tempo stesso il mio scopo è darvi gli strumenti per poi utilizzarli nel modo giusto.