“Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare”
(Egyzia, Twitter)
Questa è stata una delle frasi/citazioni che, per un po’ di tempo, veniva pubblicata sui vari social.
La ricordo bene anche io, quando ancora studentessa universitaria, vivevo tra i libri e i fornelli: in casa, in cinque, quando la mia mamma era a scuola, toccava a me fare le sue veci ed effettivamente, in quei momenti, cucinavo pensando a qualcuno : non stavo semplicemente preparando da mangiare, ma mi rendevo conto di quanta attenzione riponevo nelle richieste ed aspettative dei miei familiari e delle loro esigenze e, solo alla fine, pensavo a me.
Crescendo poi, le cose son cambiate: soprattutto nell’ultimo anno, dopo aver sperimentato l’esperienza di vivere completamente sola, aprendomi al mondo della mindfulness, ho capito che per me mangiare è, in primis,
un atto d’amore verso sè stessi.
In realtà ho sempre percepito l’importanza che io attribuivo al momento del pasto, anche quando ero una studentessa fuori sede e capitava di rimanere a casa a pranzare, mentre le mie coinquiline erano fuori o a mensa : dedicavo quel momento a me e solo a me, apparecchiando con cura, cucinando con attenzione e non facendomi mancare nulla: solitamente poi accompagnavo sempre il momento del pasto con un video delle mie youtuber o serie tv preferite.
Questa è un’abitudine che ho mantenuto, sempre.
Quando ho però iniziato ad applicare i principi della mindfulness e del mindful eating, ho capito molto di più , mi sono auto analizzata e ho capito il motivo per il quale attribuisco così tanta importanza a questi momenti : colazione, pranzo e cena.
E’ un vero e proprio atto d’amore che io vivo nei miei confronti: come tale, lo devo fare con calma, cura e vorrei fosse sempre come piace a me.
Ecco che, di tanto in tanto, vado a pranzo o a cena fuori, da sola.
Qui a Milano lo posso fare senza “problemi”, non che in altre città ci siano problemi, ma qui mi sento molto più libera di andare e di non essere vista come “anormale o asociale”.
Mi rilassa, mi lascia la libertà di andare nei posticini che più mi ispirano e godermi il pasto con tutta la calma (o meglio, finchè i camerieri non vengono a chiedermi se è tutto ok, allora lì capisco che forse ne ho approfittato troppo :P)
Non rinuncerei mai alla convivialità di un pasto, alle immense tavolate tipiche della famiglia e amici, ma non rinuncerei mai, neppure, ad un momento tutto mio come questo.
Vi lascio qualche foto del posticino e del mio pranzetto qui a Milano
in Via Paolo Sarpi, Viva Frescobuonoenaturale

Base di riso venere, songino, pollo alla griglia, pomodorini, olive,pomodori secchi,carote e pane a parte 
http://www.vivaviva.it/ 
Faccia appagata dopo il mio pranzetto 
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Martina Guida-Nutrizionista (@__martinaguida)
Un bacio
Martina